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RIFORMA EPOCALE

E’ stato firmato ieri a palazzo Chigi l’accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, che manda definitivamente in pensione il modello Ciampi del 1993.
Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica.
L’obiettivo è quello di favorire la contrattazione locale o aziendale adeguando i salari alla produttività, soddisfazione è stata espressa dal ministro del welfare Sacconi, dal ministro della funzione pubblica Brunetta, dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, leader sindacali e rappresentanti del commercio e artigianato.
Sono 35 le sigle che hanno firmato o si apprestano a firmare l’intesa, insomma cambia tutto tranne il no della CGIL che ancora una volta si è chiamata fuori dallo storico accordo, credo non ci voglia molto per capire dove sta la ragione e dove sta il torto, stia pure sull’Aventino Epifani, ma finalmente una cosa è certa: “ nessuno ha diritto di veto e l’unità sindacale non è più un dogma”, chi vuole il mantenimento dello status quo faccia pure battaglie demagogiche e di retroguardia mentre gli altri faticosamente avanzano verso la modernizzazione.








Pubblicato il 23/1/2009 alle 21.21 nella rubrica Politica.

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