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NO AL PROTEZIONISMO?

Il “no al protezionismo” solennemente enunciato al G7 dei ministri dell’economia e delle finanze, che si è tenuto nel fine settimana a Roma, per ora sembra più una dichiarazione di buone intenzioni che un effettivo comportamento concludente, visti i provvedimenti più o meno protezionistici presi dai paesi industrializzati alle prese con la crisi economico finanziaria mondiale, a cominciare dagli USA e da Francia e Inghilterra in Europa.
L’unico dato certo che è emerso chiaramente dal vertice, è che nessuno sa e può prevedere le dimensioni effettive della crisi e quanto durerà, sul fatto che la crisi è severa e che bisogna sostenere crescita,occupazione e stabilizzazione dei mercati si sono trovati tutti d’accordo.
Il ministro Tremonti, nella veste di padrone di casa, ha detto che il deficit di fiducia è innanzi tutto determinato da un deficit di regole, e quindi la ripresa non può che fondarsi su un nuovo ordine economico mondiale,i ministri finanziari hanno convenuto quindi, di redigere entro i prossimi quattro mesi un "legal standard", vale a dire un rapporto su un insieme di regole universalmente condivise su proprietà, integrità e trasparenza nell’attività economica e finanziaria internazionale.
Il G7 ha rilevato anche che,comunque misure di risposta vigorose alla crisi sono già state messe in atto e che operando congiuntamente, le misure dei singoli stati ne usciranno rafforzate.
Intanto se il PIL italiano nel 2008 è diminuito del 0,9% e nel 2009 si prevede una diminuzione intorno al 2% , la Germania che è la locomotiva d’Europa, nel 4° trimestre del 2008 ha registrato una diminuzione del PIL pari al 2,1% , il peggior risultato dal 1987, decisamente ancora non si vede l’uscita dal tunnel.




Pubblicato il 16/2/2009 alle 23.56 nella rubrica Politica.

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