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DECRETO ANTISTUPRI: SI AI VOLONTARI

Il decreto antistupri approvato venerdì dal consiglio dei ministri, risponde concretamente e con provvedimenti adeguati alle esigenze, anche legislative, determinate dai casi di cronaca degli ultimi giorni, in particolare sugli arresti domiciliari concessi a stupratori, che hanno sollevato stupore e indignazione nell’opinione pubblica.
Nel 2008 i casi di violenza sessuale sono diminuiti del 10% rispetto agli anni precedenti, ma questo non deve far abbassare la guardia, e le risposte del governo mi sembrano assolutamente condivisibili e condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica.
Queste le principali norme contenute nel decreto :
-Associazioni di cittadini volontari e non armati, coordinati da sindaci e prefetti, potranno collaborare con le forze dell’ordine al controllo del territorio;
-Divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale;
-Ergastolo per gli stupratori omicidi;
-Pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking;
-Estensione dai 2 ai 6 mesi della permanenza degli immigrati nei centri di identificazione e di espulsione;
Il decreto anticipa in parte norme già approvate da uno dei rami del parlamento, nel decreto anti-stupri, ha spiegato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sono «previste, circa lo stalking, sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli». Previsto, ha aggiunto, «che la vittima si possa rivolgere al questore che può "ammonire" il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa».
Lo strumento del decreto è essenziale per governare ha detto in conferenza stampa il Premier Berlusconi, altrimenti le norme giuridiche predisposte per rispondere alle esigenze della collettività si impantano nei tempi biblici del parlamento, ribadendo quindi un concetto già espresso qualche settimana fa sul caso Englaro.
La norma che ha sollevato più discussioni è senz’altro quella dell’ istituzione delle associazioni di cittadini per il controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine, volgarmente definite “ronde”, il Quirinale ha fatto sapere che i contenuti del decreto sono di esclusiva competenza e responsabilità del governo, una precisazione inutile, visto che è appunto quanto prevede l’art.77 della costituzione.
Una presa di distanza era venuta da Monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, che aveva parlato di “abdicazione dello stato di diritto e clima di criminalizzazione dei migranti”, successivamente l’intervento del portavoce della S.Sede ,padre Federico Lombardi ha precisato che Monsignor Marchetto parla a titolo personale non a nome del Vaticano, un “cane sciolto” dunque, come Famiglia Cristiana.
Intanto mentre la dirigenza romana del partito democratico orfana di Veltroni, parla di imbarbarimento del paese, sindaci e amministratori locali dello stesso partito salutano con favore il provvedimento, tanto che il presidente della provincia di Milano Penati, stanzia immediatamente 250.000 euro per l’anno in corso, a copertura delle spese di organizzazione, è l’ulteriore dimostrazione di come la sinistra salottiera e radical chic ha perso del tutto il contatto con il paese reale, poi non capiscono perché dal Friuli alla Sardegna gli elettori li prendono a ceffoni
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Pubblicato il 23/2/2009 alle 16.49 nella rubrica Politica.

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