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E’ LEGGE LA RIFORMA ANTIFANNULLONI DI BRUNETTA

Con l’approvazione definitiva del senato è diventata legge la riforma “antifannulloni” del ministro Brunetta, questi i principali contenuti:
-CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RIFORMA ARAN Nei decreti legislativi verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e quelli riservati alla legge; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico; sarà riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi; sarà semplificato il procedimento di contrattazione.
Inoltre, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, i decreti delegati dovranno contenere disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico.
- VALUTAZIONE DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE L’amministrazione predisporrà degli obiettivi per ciascun anno e sarà rilevata, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita; sarà poi istuito, nell’ambito del riordino dell’ARAN un organismo centrale di valutazione
- MERITO, INCENTIVI E PREMI Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva, e saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività.
- RIFORMA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA È previsto il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane assegnategli e sull’efficienza della struttura che dirige.
Saranno previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale e saranno ridotti gli incarichi conferiti ai dirigenti non appartenenti ai ruoli e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Verrà favorita la mobilità nazionale e internazionale dei dirigenti.
- SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI PUBBLICI DIPENDENTI Saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Si prevede inoltre la definizione della tipologia delle infrazioni più gravi che comportano il licenziamento. Il dipendente pubblico sarà identificabile tramite un cartellino di riconoscimento.
- ULTERIORI POTERI DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI La Corte dei conti potrà effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Ove accerti gravi irregolarità, la Corte ne darà comunicazione al Ministro competente, che potrà disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa.
Si dichiara molto soddisfatto il ministro: "inizia una piccola grande rivoluzione, un piccolo grande cambiamento che modificherà la vita di 60 milioni di cittadini italiani nel senso dell'efficienza, della trasparenza, della responsabilizzazione. Ricordiamo che questo tipo di riforma ha propri addentellati fondamentali nella pari riforma che stiamo approvando del federalismo e del federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente non si fa federalismo, non si fa federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente, non si fa una scuola efficiente, non si fa una giustizia efficiente, non si fa una sicurezza efficiente, non si fa una politica economica efficiente, quindi lo Stato non è efficiente".
Non vorrei esagerare con la retorica, ma credo che questa sia una riforma istituzionale. Avere una pubblica amministrazione efficiente non è interesse della maggioranza o dell'opposizione ma del Paese, e penso che questa sia una riforma istituzionale e come tale va trattata e considerata
I decreti delegati saranno approvati tutti prima dell'estate e presentati al Parlamento, dall'autunno sara' tutto in piena efficienza e implementazione. Poi giudicheranno i cittadini.
I dipendenti -dice Brunetta- saranno chiamati a fare il loro dovere. I bravi non avranno problemi. I fannulloni dovranno invece fare qualche riflessione. I bravi, che sono la maggioranza, troveranno finalmente una Pubblica amministrazione apprezzata da 60 milioni di cittadini italiani e quindi non piu' una palla al piede del Paese ma motore dello sviluppo. Questo risultato vorra' dire piu' remunerazione o meno remunerazione, sara' legato alla produttivita', premi legati alla produttivita'. Per coloro che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno sacrifici ma anche onori e salari piu' alti. In verita' la rivoluzione in parte e' gia' in atto perche' tutto cio' che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa, basti pensare alle assenze per malattia nella Pa che si sono ridotte fino al 70%, basti pensare ai distacchi sindacali, all'operazione trasparenza sulle consulenze".
Adnkronos

Per apprezzare in pieno gli effetti di questa riforma tsunami dovremo aspettare qualche mese in attesa che il ministro disponga i decreti di attuazione, ma già sin d’ora si può parlare di riforma epocale , una vera rivoluzione che aggredisce alla radice gli atavici problemi della pubblica amministrazione, nulla da spartire con i formalismi delle precedenti riformicchie Bassanini e Cassese, del resto con la lotta all’assenteismo e sulla trasparenza Brunetta ha dimostrato grande capacità e determinazione,non a caso è uno dei ministri con il più alto indice di gradimento del governo Berlusconi, un piccolo grande riformista,più che un rivoluzionario.
Attendo con impazienza l’istallazione delle emoticons di gradimento del servizio negli uffici pubblici, c’è da scommettere che gli addetti saranno molto ma molto più comprensivi ed efficienti verso i cittadini, che giudicheranno.
Il pubblico impiego, scuola, università e magistratura sono i settori dove si annida il cancro della conservazione e del consociativismo, qui bisogna colpire duro, e mi sembra di poter dire in tutta coscienza che questo governo non stà deludendo le attese.



Pubblicato il 27/2/2009 alle 23.59 nella rubrica Politica.

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