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IL GIACOBINO DI S. BABILA MANTIENE LA PROMESSA

La nascita del Popolo della Libertà, traguardo niente affatto scontato sino a poco più di un anno fa, e la, questa si, scontata elezione per acclamazione alla presidenza della neonata creatura politica al termine del congresso fondativo, consegnano ormai Silvio Berlusconi direttamente alla storia.
Il partito unico del centrodestra da tempo nel cuore dei militanti e degli elettori e chiodo fisso da almeno un decennio di Berlusconi, finalmente c’è, e nasce sotto una buona stella, non solo con un vero leader capace di guidare il suo popolo e il governo del paese, ma come il congresso ha dimostrato, con una classe dirigente fatta di giovani emergenti, donne e perché no,anche di politici ormai navigati, che assicurano il futuro del partito, l’ingresso a pieno titolo nella grande famiglia del PPE e l’adesione ai suoi valori ne fa una forza politica di riferimento per l’Europa tutta.
Se e quando Silvio Berlusconi farà un passo indietro non sarà un salto nel buio, tutt’altro, il PDL sarà la principale forza politica dell’Italia per i prossimi decenni, con la quale avversari e anche alleati dovranno misurarsi, come la democrazia cristiana, dato il potenziale di consensi più o meno intorno al 40%, ma non sarà una nuova DC, l’importanza che questi giorni hanno avuto nella politica italiana, potranno giudicarli soltanto gli storici.
Del partito unico se ne discuteva da un pezzo tra gli elettori e i politici del centrodestra, chi non ricorda i vuoti e noiosi convegni organizzati da Adornato, dove si discuteva per giorni, solo tante chiacchiere senza approdare mai a nulla di concreto, la prima svolta ci fu nella manifestazione di Piazza S. Giovanni del 2 Dicembre 2006, si vide chiaramente un grande popolo unito senza distinzioni di bandiere che chiedeva ai suoi dirigenti di fare altrettanto, la seconda forse ancora più importante fu l’annuncio di Berlusconi a Milano, in Piazza S.Babila nel Novembre 2007, quando al termine di una manifestazione nazionale, in mezzo alla folla, dal predellino dell’auto annunciò la nascita di un nuovo partito che doveva unire se non i dirigenti,almeno una buona parte degli elettori del centrodestra, “ andremo avanti con la forza della gente contro i parrucconi della politica” disse Berlusconi, tanto che il nome “ Popolo della Libertà” fu scelto con un referendum tra gli elettori e i simpatizzanti di tutto il centrodestra, quella promessa oggi è stata mantenuta, gli avvenimenti successivi, la caduta del governo Prodi e le elezioni hanno convinto anche Fini con Alleanza Nazionale,nonché gli altri piccoli movimenti e partiti alleati a formare prima una lista unica e poi a sciogliersi nel nuovo soggetto, una parte determinante l’ha avuta certamente anche il partito democratico che riunendo DS e Margherita e scegliendo di non allearsi con la sinistra massimalista, ha costretto il centrodestra a semplificare,con risultati secondo me, assolutamente migliori.
Sottovalutare Berlusconi è stato l’errore più grande che la sinistra ha commesso, come ha candidamente ammesso in un intervista Luciano Violante, nel 1994 quando annunciò la “discesa in campo” , Berlusconi veniva irriso e deriso dai cosiddetti professionisti della politica : “ nessuno capì nulla, nessuno capì che iniziava una nuova era”, si erano illusi che la distruzione dei vecchi partiti di governo per via giudiziaria li avrebbe automaticamente portati al potere, senza capire che gli elettori di quei partiti non avrebbero votato e non voteranno mai a sinistra, aspettavano soltanto che si materializzasse un nuovo partito e un nuovo leader che potesse interpretare le loro ansie e le loro aspettative e ne condividesse i valori.
Si è perseverato e si persevera tutt’oggi in quel tragico errore, anziché cercare di capire e interpretare l’elettorato di Berlusconi , si è cercato di abbattere il leader in tutti i modi possibili e immaginabili, coinvolgendo la magistratura politicizzata e le procure eccellenti, con referendum sulle sue televisioni ecc.ecc., attacchi micidiali e sleali conditi da un becero antiberlusconismo sviluppato da pseudo intellettuali e cosiddetti poteri forti che ha avuto esisti funesti e ha prodotto soltanto una saldatura ancora maggiore tra il leader e il suo popolo, se dopo 15 anni Berlusconi è ancora una volta al governo più saldo e forte come non mai, sarà interessante, tra qualche decennio, vedere come gli storici giudicheranno oltre che Berlusconi, la miopia e il pressapochismo della sinistra italiana di questi anni.









Pubblicato il 31/3/2009 alle 23.59 nella rubrica Silvio Berlusconi.

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