Blog: http://Aurora86.ilcannocchiale.it

LA VERA TASSA SUL REFERENDUM

Premesso che, innanzi tutto bisognerebbe prendere atto e lodare il senso di responsabilità del PDL e di Silvio Berlusconi, poiché con la nuova legge elettorale che uscirebbe dal referendum Berlusconi e il Popolo Della Libertà prenderebbero da soli senza bisogno di allearsi con qualcun altro il 55% dei seggi parlamentari, è stato anteposto quindi il bene del paese, che in questo momento di tutto ha bisogno tranne che una crisi di governo, all’immediato tornaconto politico, il vero risparmio sui costi del referendum non si ha accorpandolo in un election day con le elezioni europee ne tantomeno accorpandolo al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, bisognerebbe prevedere un turno elettorale dedicato esclusivamente al referendum, così come ipotizzato in un primo momento, poiché per la natura stessa della consultazione è prevista anche l’astensione e il mancato raggiungimento del quorum, non è certo un caso che tutti i referendum che si sono celebrati nella storia della repubblica non sono mai stati accorpati ad altre elezioni.
E’ vero che un turno elettorale supplementare costa ai contribuenti qualche centinaio di milioni, ma costerebbe molto di più se questo referendum, diventato ormai inutile vista la semplificazione naturale avvenuta nella politica italiana, fosse aiutato a raggiungere il fatidico quorum abbinandolo con altre consultazioni, al comitato referendario sarebbe riconosciuto infatti un rimborso elettorale pari a circa un miliardo, poi magari glielo spiega Franceschini alle forze dell’ordine, ai disoccupati e infine ai terremotati dell’Abruzzo, che al posto di qualche centinaio di milioni da investire ci ritroveremmo un costo di un miliardo in più sul groppone.
E’ questa infatti la vera tassa che si rischia di pagare sul referendum, tutto il resto è fuffa e parole in libertà.



Pubblicato il 17/4/2009 alle 23.59 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web