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IL GIALLO DELLE ELEZIONI

 Per il quotidiano tedesco “Frankfurter Algemeine”, i conti sulle elezioni politiche in Italia non tornano: mancano più 150 mila schede. E non si tratta di una cifra di poco conto, se si considera che la coalizione delle sinistre del prof. Prodi, battuta al Senato dal centrodestra di Berlusconi per circa 200 mila voti, ha prevalso alla Camera (almeno per adesso) per 24.775 mila voti su quasi 39 milioni e mezzo di votanti.
 
Strano davvero che non se ne siano accorti i giornali italiani, di questo incredibile “giallo”. Anche perché il conto è straordinariamente facile, alla portata (possiamo dire tranquillamente) dei bambini della seconda o terza elementare. Alle elezioni del 9 e 10 aprile, secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno e confermati dalla Cassazione, hanno votato 39.402.384 elettori, ma le schede effettivamente scrutinate sono state 39.249.190, delle quali 1.095.847 nulle o bianche e 38.153.343 contrassegnate da voti ritenuti validi. E dunque, se dai 39.402.384 votanti si tolgono i 39.249.190 elettori effettivi, c’è una differenza di 153.194 schede, che non si sa dove siano finite. 
 
La domanda che gli italiani si pongono è questa: se non sarà la magistratura (subito) a dare una risposta concreta o almeno una spiegazione logica e convincente su questa incredibile discrepanza, dovremo aspettare due o tre anni che si riunisca la Giunta per le elezioni della Camera, o addirittura l’intera legislatura, per sapere se ci sono stati errori, brogli o addirittura frodi nel conteggio dei voti che hanno dato la vittoria alle sinistre? Ed una risposta seria l’attendono, almeno quanto noi italiani, i giornalisti dell’autorevole giornale di Francoforte che ha tirato fuori il caso. Non possiamo consentire che i sospetti di brogli restino anche all’estero, dove le elezioni sono state sempre e continuano ad essere una cosa seria. 
 
                               Gaetano Saglimbeni  
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it 

                                                                   

Pubblicato il 5/5/2006 alle 16.58 nella rubrica Politica.

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